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Anna Sardina

Annuzza sottopose ogni scelta al marito, l’uomo riteneva eccessi anche le necessità.

Diventò madre, ma fu costretta a nascondere perfino i momenti in cui sfamava i figli. Il silenzio fu la perenne risposta alle vessazioni subite. Anna si rinchiuse in se stessa e si annientò, scivolando, a poco a poco, in un servilismo che la rese incapace di avvertire il suo stato. Congelò ricordi e speranze e vagò in una dimensione che le concedeva il minimo, riflesso nella sua espressione di rassegnata imperturbabilità.

Con le forbicine, annodate al collo, si sedeva frequentemente a ricamare e tra ghirigori e intrecci, si consumava, perdendosi e ritrovandosi. Il marito, tra i più abili e competenti uomini di mare, annotava periodicamente il suo sapere in un diario, trasmesso all’occorrenza agli altri pescatori, per questo a lui grati.

Capiva il tempo e ne intuiva  le variazioni. Conosceva lune, venti e correnti di cui era spesso preda. Colmava i suoi vuoti interiori, imponendo potere, concedendo solo sporadicamente qualche spiraglio di luce.

Lei, aggrappata a quelle poche concessioni, lo amò, fino alla fine. Un mattino, stese il lenzuolo e perse i sensi… e cadde…per sempre. L’uomo, smarrito, si ritrovò solo. Avrebbe fatto l’impossibile per riportarla in vita, di nuovo a se. Erano stati entrambi pietrificati dalla prepotenza, per averla esercitata e per averla subita. Ora, Annuzza andava ad ereditare la terra, senza il timore di dover nascondere più nulla a nessuno.

Via Mario Francese, 20 - Aspra Bagheria PA

Annuzza était une femme qui vivait dans une soumission complète à son mari, au point de devoir demander la permission pour chaque choix, même pour les besoins les plus simples. Après être devenue mère, elle fut contrainte de  cacher même les  moments où elle nourrissait ses enfants. Au cours  du temps   le silence devint l’unique réponse aux oppressions. Ainsi, Annuzza se ferma sur elle-même, perdant la conscience de son propre état et glissant dans une existence faite de résignation. Elle passait des heures à broder,  se perdant dans les fils de ses pensées. Le mari, pêcheur expert, notait les secrets de la mer dans un journal qu’il partageait avec d’autres pêcheurs, en gagnant leur estime, mais au fond de lui, il était vide. Il comblait ce vide en exerçant son pouvoir, n’accordant que de rares caresses de l’âme. Elle, accrochée à ces quelques gestes, continua de l’aimer. Un matin, alors qu’elle étendait un drap, elle s’écroula au sol et mourut. Lui, il, resté seul, aurait fait n’importe quoi pour la retrouver. Tous deux avaient été pétrifiés par l’arrogance : lui,  il en la lui infligeant, elle, elle en la subissant. Désormais, Annuzza était enfin libre, sans plus rien avoir à cacher.

Traduzione di:

Rachele Antonina Maria Leonetti
III B AFM
IIS “Don Luigi Sturzo” Bagheria
A.S. 2025/2026

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