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I fratelli Vitale

Ritmo nel sangue

Il sangue pulsava nelle loro vene ed era ritmo. Tra una polka, un valzer e un tango, i tre fratelli coinvolgevano il pubblico nelle danze vertiginose di un’Aspra affamata, ma ancora palpitante. Eccitavano i partecipanti con le corde della chitarra, del mandolino e del contrabbasso. Era tempo, in cui tutti aspiravano ad abbandonare la terra ormai sterile.

American dream

Un giorno, si imbarcarono in un piroscafo, inseguendo il loro sogno americano. Nella traversata, suonarono brani, accompagnando i sentimenti dei migranti, smarriti tra distacchi e speranze. Sbarcarono a New York, facendo poi rotta verso Toronto. In Canada, cominciarono a farsi conoscere, esibendosi nei teatri e nei club delle varie città. Eseguivano motivi tradizionali della loro cultura, nobilitati da uno swing conturbante, necessario a consolidare i vincoli di una nuova identità. I locali traboccavano quando nelle locandine svolazzavano i loro nomi. Pietro, Vincenzo e Peppino, nelle notti invernali, andavano per strada, accendevano il fuoco e suonavano, intrattenendo i passanti. Qualcuno gettava un soldo, subito dopo puntualmente raccolto e restituito; i Vitale erano orgogliosi di sottolineare che in quelle occasioni, la loro arte non aveva prezzo, sgorgava dal cuore ed era il loro ringraziamento al mondo che gliene aveva fatto dono.

Ritorno ad Aspra

La musica superava i confini, annullava le differenze, unendo tutti in un’unica grande umanità. Un triste giorno Peppino morì. I fratelli tentarono di comporre un duo, ma dai loro spartiti ormai era volato via quell’accordo…per sempre.
Tornarono ad Aspra alle vecchie abitudini, al vecchio lavoro di contadini.

Ogni tanto, qualche brano scalpitava nella memoria, allora Vincenzo si alzava, portava la mano alla guancia e con tutta la forza che aveva in petto, intonava un canto. Quel canto si propagava nei campi, rifletteva sulla montagna e ritornava indietro, atteso anche da Pietro. I due fratelli si guardavano e in silenzio annuivano, poi piegavano la schiena e riprendevano a vangare.

Via Gabriele D'Annunzio, 51 - Aspra Bagheria PA

Les protagonistes de l’histoire sont les trois frères Vitale: Pietro, Vincenzo et, Peppino, musiciens unis par le lien familial et par une profonde passion pour la musique. À une époque marquée par l’émigration, lorsque leur terre était devenue stérile et incapable d’offrir un avenir, ils animaient Aspra avec des polkas, des valses et des tangos.

Animés par le désir de rédemption et d’une vie meilleure, ils décidèrent de poursuivre le rêve américain et sS’embarquèrent sur un paquebot. Durant la traversée, ils accompagnèrent de leur musique les sentiments des migrants. Après avoir débarqué à New York, ils rejoignirent le Canada, où ils commencèrent à se faire connaître dans les théâtres et les clubs, interprétant les musiques de leur tradition enrichies d’une touche de swing. Ils jouaient aussi gratuitement dans la rue, reconnaissant envers le pays qui leur avait offert de nouvelles possibilités de réussite.

La musique semblait dépasser toutes les frontières, mais la mort de Peppino brisa pour toujours cette harmonie. Pietro et Vincenzo tentèrent de continuer en duo, sans y parvenir, et décidèrent de retourner à Aspra, reprenant le travail dans les champs. Seul le souvenir de quelques mélodies refaisait parfois surface dans leur mémoire, avant qu’ils ne se penchèrent à nouveau sur la terre.

Traduzione di:

Gabriele Derelitto
III B AFM
IIS “Don Luigi Sturzo” Bagheria
A.S. 2025/2026

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