Japicu Balistreri

Japicu diede un volto nuovo ad Aspra. Indirizzato dal padre all’arte muratoria, imparò sin da bambino a sagomare i conci di tufo, ad accostarli l’uno all’altro, dopo averne riconosciuto equivalenze e scarti.
Acquisì presto l’abitudine a ragionare con logica, ad identificare i problemi e a risolverli. Capì l’importanza della matematica e della geometria e nella dimora costruita per la sua famiglia, rese disponibili due stanze per l’istruzione di base.
Era nato ad Aspra, era radicato nel tessuto umano e ne comprendeva le necessità. Divenne capomastro e cominciò a costruire buona parte del paese. Non concepì mai la casa come un blocco di materia inerte, vi conferì un carattere, un’anima. Durante i lavori di ampliamento della cappella gentilizia del marchese De Cordova, seppe coinvolgere emotivamente i suoi collaboratori; tutti collaborarono all’unisono per realizzare quell’opera, fondamentale per la crescita culturale della comunità: la chiesa.
Altero e al contempo ironico, fu solenne quando con la mazza incastrò nell’arco la chiave di volta, poi, rimuovendo la centina, smorzò i toni epici e lanciando uno sguardo di intesa ai muratori, si rivolse al prelato, allertandolo sull’ipotetico crollo imminente. Gongolava assieme agli altri, nel vederlo correre fuori in preda al panico.
Nel progetto del campanile, malgrado i pochi anni di scuola, eseguì al meglio complessi calcoli matematici, sapendo che sarebbe stata la prova più eloquente, la più significativa. Quel prisma puntato verso l’alto, avrebbe esortato tutti a non smarrire mai la via. Un giorno, il suo talento fu notato da un ingegnere che lo volle accanto durante i lavori di ristrutturazione del Quirinale.
Fu un periodo intenso con molti ostacoli, risolti sempre con perizia, fino allo scoppio della guerra che lo indusse al ritorno. Tra le imprese più importanti, l’incarico negli anni ‘50, della costruzione di un piccolo polo turistico. Japicu diede vita, nella magica baia di Mongerbino, ad un’architettura spontanea, senza profanarne le caratteristiche naturali.
Anzi, in quelle calette fece crescere qua e là dei boungalow, piccole strutture circolari, assimilabili a frutti generati dalla terra.
Via Zara, 37 - Aspra Bagheria PA
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