Nina Tarantino

Aveva dodici anni. Ricchi possidenti di Palermo cercavano una ragazza per lavorare nella loro casa a tempo pieno così sua madre la convinse ad andare in città, dove avrebbe di certo avuto altre opportunità. L’ accompagnò alla stazione.
Nina era molto magra. Prima di proseguire da sola il viaggio, istintivamente si pesò: ventisei chili. In quella bilancia abbandonava parte della sua identità. Si impiegò “a patruna” e non tornò più per un anno.
Si sentiva spaesata, sradicata, e al contempo doveva rispondere alle esigenze dei proprietari. Sua madre faticava tutto il giorno tra i marchesi De Cordova e la casa; la necessità di andare a vederla era troppo forte, ma non riusciva a trovare tempo più di una volta al mese. La sofferenza per entrambe fu lacerante. Quando scoppiò la guerra, Nina tornò di nuovo a casa.
Era già grande e cominciò a frequentare Tanu; dopo poco tempo lo sposò e nacquero i suoi amati figli. Il marito era pescatore, le tempeste spesso gli impedivano il mare. Nina dovette tornare di nuovo a servizio, stavolta però mossa da una coscienza diversa.
La sofferenza del distacco, la consapevolezza che i bambini avrebbero sofferto troppo senza di lei, la mutarono. Diventò ribelle e cominciò a considerare chi avesse soprattutto nobiltà d’animo. In quella sua vita piena di rimpianti e ricordi mancati, pretese dignità e rispetto.
Col tempo, i figli cominciarono a lavorare e Nina potè impiegarsi a mezzo servizio. Alzarsi alle cinque del mattino e tornare ogni santo giorno di sera, per affrontare il lavoro a casa, era estenuante, ma le necessità che riusciva a garantire alla sua famiglia le davano la rassegnazione e la forza per tirare avanti.
Si caricò sulle spalle il suo fardello fino a quando i quattro figli non crebbero, poi si ritirò.
Negli ultimi anni, visse ad Aspra circondata da grande affetto, ma nel suo sguardo portò sempre i segni di una donna rimasta schiacciata dal peso della sua esistenza.
Ogni tanto, ormai vecchia, volgeva lo sguardo al cielo e sospirava: “Pensu ca a me vita ha statu comu u mari: stainnata ti runa e dumani ti lieva”
E tornava alla ragazza e alla bilancia.
Via Mario Francese, 12 - Aspra Bagheria PA
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Nina Tarantino left home at the age of twelve to work in Palermo. The distance and the hard labor profoundly marked her entire life. Having returned during the war, she married and had children, but poverty forced her once again to work as a servant. She lived a life of sacrifice for the sake of her family, often giving up her own needs. In her old age, she still carries the weight of what she lost, especially the time she was unable to spend with her family.
Traduzione di:
Orlando Sofia
III B AFM
IIS “Don Luigi Sturzo” Bagheria
A.S. 2025/2026
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Nina, à douze ans, quitte la maison pour aller travailler à Palerme. L’éloignement et la fatigue marquent profondément toute sa vie. Revenue pendant la guerre, elle se marie et a des enfants, mais la pauvreté la contraint une fois encore à travailler comme domestique. Elle vit de sacrifices pour le bien de sa famille, renonçant souvent à elle-même. Devenue âgée, elle porte encore le poids de ce qu’elle a perdu, surtout le temps qu’elle n’a pas pu passer avec sa famille.
Traduzione di:
Orlando Sofia
III B AFM
IIS “Don Luigi Sturzo” Bagheria
A.S. 2025/2026
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