Nino Provenzano

Ninuzzu tornò dalla guerra invalido, una malattia lo aveva colpito alla schiena. Piegato arrancava nella sua umile casa, reggendosi ora ad un mobile ora all’altro. Un tempo era stato un giovane energico, poi dovette fronteggiare l’infermità, adeguando le funzioni ai pochi movimenti che gli erano concessi. Quando fu totalmente curvo, non ebbe più la possibilità di volgere lo sguardo al cielo che ora sembrava portare sulle spalle. Eppure, nei suoi anni non mostrò mai gravezza. Intuiva che avrebbe dovuto affrontare la vita con quel peso, ma sapeva che avrebbe tentato di condurla al meglio, comunque.
Dotato di grande ingegno, riusciva a riparare, ad accomodare qualsiasi cosa, perfino dissidi. D’estate sedeva davanti casa a realizzare la rezza e nel frattempo, intratteneva i tanti che si alternavano ad ascoltarlo, pronti a ricevere anche consigli o pareri. Nino era un uomo profondo, dalla madre aveva ereditato l’amore per i racconti che tramandava, senza tralasciare mai gli insegnamenti in essi racchiusi, accompagnato da un tale perfetto accordo di voce, pause e sguardi, da renderlo unico.
I bambini passavano da lui, ben sapendo che avrebbero trovato una strummula o una girandola, costruita ad arte con le sue mani. Tutti erano certi che da Nino avrebbero ricevuto sempre un po’ di tanto. Una volta bussò un uomo senza fissa dimora; lui lo fece entrare, gli diede un letto e lo accolse, dandogli la sacra ospitalità di epoche lontane.
Ad Aspra, durante la guerra si rifugiarono diversi sfollati, donna Tina e il marito divennero suoi dirimpettai. Lei cominciò a conoscerlo. Più lo conosceva, più vi trovava quello che da tempo cercava: intelligenza, sensibilità, affetto e tanta tanta mitezza. Insieme condivisero le giornate, sempre in un reciproco tacito rispetto.
Negli ultimi anni, quando la sua salute già abbastanza compromessa, peggiorò, si trasferì dalla sorella per essere accudito. Dopo qualche tempo, ormai incuneato a letto, uscì dalla vita per sempre, senza clamore, con la stessa delicata discrezione con cui c’era entrato.
Via Zara, 31 - Aspra Bagheria PA
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